Per spiegare come vogliamo ottenere questo risultato, illustriamo brevemente la struttura e le procedure decisionali dell’associazione. Un elemento fondamentale è la sua natura federale: pur essendo ammessa l’iscrizione individuale, la Federazione è essenzialmente costituita da associazioni aderenti, che possono essere regionali, locali o tematiche. La politica a livello locale e regionale viene svolta dalle singole associazioni federate, mentre quella nazionale viene svolta dalla federazione.
L’organo associativo fondamentale è il Consiglio Federale, che funziona con un sistema di grandi elettori: ciò significa che, per ogni documento posto in discussione, si avrà prima una discussione a livello delle singole associazioni federate, e poi queste delegheranno i propri rappresentanti a partecipare al consiglio della federazione e a votare in un determinato modo. Quando un’associazione viene accolta nella Federazione essa entra a pieno titolo nei processi decisionali, senza perdere la sua identità.
Il Consiglio Federale elegge poi un Segretario e un Direttivo e gli dà il mandato di portare avanti le politiche approvate collegialmente. Questo metodo fa sì che l’elezione delle cariche dell’associazione sia simile alle primarie americane, perché chi si candida alla segreteria dovrà raccogliere i voti dei “grandi elettori” delle singole associazioni territoriali. Lo stesso discorso vale per la selezione delle candidature nel momento in cui si preparano le liste elettorali.
Un’ulteriore prova del fatto che la Federazione non sia la creazione di una “corte” alla quale si chiede (o si impone) di seguire ciecamente un leader è data dal fatto che, al momento della fondazione, abbiamo lasciato vacante la carica di segretario, ossia la massima carica esecutiva. Col tempo emergerà tra noi la persona più valida a rivestire quel ruolo, nella consapevolezza che la leadership sarà sempre contendibile.
Queste poche righe bastano a far comprendere la nostra volontà di creare un soggetto nuovo, che operi in Italia con regole che si ispirano ai sistemi politici e partitici americano ed europeo.
La Federazione per un’Italia Liberale ha poi adottato come seconda risoluzione un’iniziativa per l’abolizione delle province, dando subito un chiaro segnale di ostilità allo statalismo, agli sprechi e alla spesa pubblica.
Siamo per un liberalismo che lotti sia per le libertà civili che per quelle economiche, sia per i diritti umani che per il libero mercato, sia per la democrazia che per la laicità. Ci vogliamo impegnare in battaglie concrete, ponendoci degli obbiettivi raggiungibili e misurabili.
Il nostro programma sarà costituito dalle risoluzioni e dalle mozioni che di volta in volta approveremo, e che potrete sempre consultare su questo sito. Il programma non sarà quindi un documento pensato e presentato al momento della campagna elettorale per cercare di raccogliere qualche voto, ma una dichiarazione di intenti sempre valida e costantemente aggiornata ed integrata con la partecipazione democratica di tutti gli iscritti.
Facciamo nostre tre parole che già hanno ispirato molti liberali: America, Mercato, Individuo. Queste tre parole sintetizzano benissimo le posizioni che saremo propensi ad assumere nei temi della politica estera, della politica interna, dell’economia e delle questioni sociali e dei diritti della persona.


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