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venerdì 10 luglio 2009

Lettera della Federazione per un'Italia Liberale ai referendari



La Federazione per un'Italia Liberale ha partecipato all'incontro dei referendari a Roma il 9 luglio (nella foto a sinistra, Giovanni Guzzetta), con una delegazione costituita dal portavoce nazionale Andrea Bernaudo e dal coordinatore di Roma Liberale Guglielmo Fedeli. Nell'incontro si son tirate le somme sugli esiti del referendum e si sono analizzate le prospettive (nei contenuti e nei metodi) della riforma del sistema democratico e partitico italiano. La Federazione ha inviato inoltre agli organizzatori questo contributo scritto:
Cari amici referendari,la seconda repubblica e la sua evoluzione non ci piacciono più della prima.Oggi la situazione è tale per cui, se si presentassero in Germania, nessun partito italiano sarebbe ammesso alle elezioni dall’ufficio elettorale tedesco (il Bundeswahlleiter), e questo per un semplice motivo: nessun partito italiano è democratico nella scelta delle candidature per le elezioni.Il referendum che circa un mese fa non ha superato il quorum andava a modificare la legge elettorale introducendo di fatto un sistema bipartitico in Italia. La cosa in teoria sarebbe stata positiva, ma di fatto avrebbe finito per dare alle segreterie dei due partiti un potere ancora maggiore nel cooptare le candidature e quindi gli eletti nei due rami del Parlamento. Questo non per via della legge elettorale che si voleva modificare, ma per quanto contenuto negli statuti dei due partiti principali.
Il PDL è dotato di un sistema di nomine esplicitate nell’articolo 25 del proprio statuto, nel quale si stabilisce che il Presidente del Partito sceglie le candidature nazionali e regionali, e che per le candidature di livello inferiore le nomine vengono effettuate da una commissione nominata dal Presidente stesso. Più complesso invece il sistema del PD che, lo vediamo nelle vicende di questi giorni, è soggetto ai giochi tra le correnti di partito per la scelta del leader, tanto che si sa benissimo chi appoggia chi, ma non si sa nulla sulle idee e sulle strategie dei candidati. Inoltre, pur prevedendole nello Statuto, per le passate elezioni il PD non ha tenuto le primarie per la scelta dei propri candidati.Le questioni sul tavolo sono quindi due: da un lato la legge elettorale, dall’altro la selezione delle candidature e più in generale la disciplina giuridica dei partiti.La presa d’atto dell’assenza in Italia di partiti dotati di regole democratiche ci ha indotto a fondare un nuovo soggetto, la Federazione per un’Italia Liberale. La prima risoluzione che abbiamo adottato ha per oggetto proprio la democrazia interna ai partiti. Con quella risoluzione ci impegniamo innanzitutto a “dare il buon esempio”, ossia ad adottare per noi stessi le regole democratiche che ci piacerebbe vedere negli altri partiti. Non si tratta però di un’associazione monotematica, di un comitato referendario o di un think tank, ma un soggetto che vuole fare politica a 360° e presentarsi alle elezioni.Va segnalato che abbiamo lasciato vacante la carica di segretario, perché intendiamo eleggerlo con le primarie non appena ci saremo radicati abbastanza da poterle organizzare in modo adeguato su tutto il territorio nazionale. Le primarie poi possono essere adattate ai vari sistemi elettorali vigenti, ed è nostra intenzione farlo di volta in volta per scegliere i candidati che presenteremo alle elezioni.Sappiamo benissimo che le nostre iniziative appaiono velleitarie agli occhi dei più, e probabilmente lo sono. Tuttavia uno sguardo alla Storia ci dà conforto. Alle presidenziali americane del 1912 il neonato partito progressista ottenne un ottimo risultato pur non riuscendo ad eleggere il suo candidato alla presidenza. Il nucleo del suo programma era costituito proprio dalla riforma delle regole della politica americana e dalle primarie. Il partito progressista non vinse mai le elezioni presidenziali, ma contribuì significativamente all’introduzione in molti stati delle primarie per le presidenziali e a rendere così più democratico il sistema americano. Speriamo che questo precedente possa essere di buon auspicio.Nell’augurarvi buon lavoro, oltre a dare la nostra massima disponibilità, la nostra collaborazione ed il nostro appoggio alle iniziative che proporrete per accrescere il livello di democraticità del sistema politico italiano e dei partiti in particolare, vi mandiamo una proposta:noi della Federazione per un’Italia Liberale, nell'adottare delle regole ispirate ai migliori standard democratici vigenti in Europa e negli Stati Uniti, saremmo lieti di poter scrivere le regole delle nostre primarie assieme a voi, per presentare all’Italia un soggetto davvero liberale, liberista e democratico.


Nell’attesa di un riscontro vi porgiamo i nostri migliori saluti.

Federazione per un’Italia Liberale

Link --> Federazione Italia Liberale



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