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In questa sede virtuale, è nostro intento mettere nero su bianco quelle che sono le riunioni e i ritrovi ( convegni, cene, aperitivi, ecc.) organizzati dai Liberali di Centro e di Centro-Destra della città di Modena e provincia.

Vi terremo informati e costantemente aggiornati sulle nostre iniziative, sia politiche che prettamente culturali!

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Bologna è la dotta e Modena è la bigotta; come mai?

giovedì 19 marzo 2009

Ma che cosa è la PRESSIONE FISCALE?

Chiacchierando al bar, durante l'aperitivo serale, è venuto fuori che alcuni giovani miei coetanei (30 anni circa) non sanno bene che cosa sia la Pressione Fiscale e l'importanza che ricopre il cercare di tenerla entro alcuni limiti percentuali. Specialmente le ragazze se ne disinteressano, hanno questioni maggiormente interessanti (a parer loro) alle quali pensare.
La PRESSIONE FISCALE altro non è che il rapporto tra le entrate correnti dello Stato ed il PIL, Prodotto interno lordo. Le entrate correnti sono fatte di tre voci: imposte dirette, imposte indirette e contributi sociali. In Italia le imposte, quelle pagate sui redditi personale e d’impresa, sono meno di un terzo delle entrate correnti totali, mentre la pressione fiscale è intorno al 43% (circa).
Ma qual è la pressione fiscale negli altri paesi? La più alta è quella dei paesi scandinavi dove supera il 50% del PIL, nell`Europa essa è del 45%. Con il 43% l’Italia è al gradino più basso tra i paesi dell’Europa continentale. La Gran Bretagna è intorno al 37% e chiudono il quadro dei paesi industrializzati gli Usa con una pressione fiscale inferiore al 30%. (Le percentuali sono indicativamente "abbastanza esatte" e danno un'idea realistica delle varie situazioni)
Naturalmente nei paesi a più alta pressione fiscale, istruzione, sanità e sicurezza sono interamente pubblici a differenza dei paesi a bassa pressione dove questi beni sono totalmente o in gran parte a carico dei cittadini.
L’Italia è nel mezzo.
In America ci sono 55milioni circa di cittadini senza protezione sanitaria, Università che costano 40mila dollari l’anno mentre interi quartieri poveri sono senza polizia, ed i quartieri ricchi sono vigilati da poliziotti privati.
Nei paesi Scandinavi, Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca la situazione è opposta: sanità, pensioni e sicurezza sono interamente pubbliche e a disposizione di ricchi e poveri in eguale misura.
Polemizziamo tanto sulla pressione fiscale nazionale ma forse bisognerebbe discutere sulla pressione fiscale individuale e sui servizi che si vogliono ancora pubblici e per tutti, ricchi e poveri.
Questo è, bene o male, il quadro generale. Ma che cosa è che non funziona in Italia? Per quale ragione pur avendo una percentuale più bassa rispetto ad altri paesi europei, rimaniamo un paese poco "sano"?
_ In primis il settore pubblico NON funziona bene (e abbiamo troppo settore pubblico in Italia); con una ferrea volontà politica e sopratutto con un taglio netto e deciso della spesa pubblica corrente in eccesso, improduttiva e parassita si possono ottenere risultati proficui;
_ Si deve condurre una decisa, efficace e seria lotta all'evasione fiscale; i motivi per i quali oggi si evadono le tasse sono principalmente tre: aliquote troppo elevate, bassi rischi di ricevere multe, servizi forniti dallo stato decisamente scadenti rispetto alle tasse pagate dai cittadini e dalle imprese (ricordo che nei paesi scandinavi la pressione fiscale e' più alta ma i servizi sono molto migliori e ci sono dei veri ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro).
Lo stato deve spendere meno e meglio. In questo modo sarà possibile ridurre le tasse e combattere l'evasione fiscale. I servizi sono assolutamente da migliorare, le aliquote fiscali da diminuire e servono maggiori controlli.
Spero di essere stata sintetica ed esaustiva sull'argomento. Ho solo descritto le linee guida ed i concetti principali.
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DIZIONARIETTO:
Come ho precedentemente spiegato la pressione fiscale è data da un rapporto fra due totali. "Entrate correnti" e "PIL". Le entrate correnti sono date da imposte dirette, contributi sociali e imposte indirette (che sono ad es IVA e PETROLIO)
È indifferente da che cosa sia dovuta la variazione del totale delle imposte pagate, se da una maggiore torchiatura dei contribuenti abituali, o dal recupero di imposte evase. Del resto, quando si registra un incremento di entrate fiscali, non si può discernere con sicurezza se dipende da: 1- un aumento dei redditi prodotti 2- un aumento delle aliquote 3- un aumento dei redditi dichiarati e precedentemente evasi.
_ Che cosa è un' ALIQUOTA: o "quota parte" è il tasso fisso o variabile, espresso in forma di percentuale (ad esempio, in Italia, l'aliquota ordinaria dell'Imposta sul Valore Aggiunto è pari al 20% del prezzo di vendita) nelle imposte ad valorem e in termini fisici nelle imposte specifiche o accise (ad esempio, in un'accisa sulla benzina, l'aliquota potrebbe essere espressa in centesimi di euro per litro), che si applica alla base imponibile per calcolare il tributo. Le imposte ad valorem e specifiche si contrappongono alle imposte a quota fissa, il cui ammontare è invariabile e fissato direttamente dalla legge.
L'aliquota media è pari al rapporto tra ammontare dell'imposta e ammontare della base imponibile; invece l'aliquota marginale è pari al rapporto tra la variazione dell'ammontare dell'imposta e la corrispondente variazione dell'ammontare della base imponibile.
Un'imposta si dice proporzionale se la sua aliquota media è costante (e sempre uguale a quella marginale); progressiva se l'aliquota media aumenta all'aumentare della base imponibile; regressiva se, invece, diminuisce all'aumentare della base imponibile. Sono tipicamente progressive le imposte sul reddito e sul patrimonio.
Ad es. L'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), nel sistema tributario italiano, è un'imposta progressiva: la percentuale del prelievo aumenta in base al reddito.
_ Che cosa sono gli AMMORTIZZATORI SOCIALI: consistono in misure di sostegno al reddito finalizzate ad evitare che i lavoratori, che nella normalità dei casi traggono dall'attività lavorativa il sostentamento per sé e per le proprie famiglie, rimangano privi di retribuzione quando il datore di lavoro non sia in grado, per motivi legittimi, definiti anche "cause integrabili", di ricevere la prestazione lavorativa e di conseguenza non abbia più l'obbligo di corrispondere la retribuzione.
Queste misure si differenziano a seconda che il disagio del lavoratore sia conseguenza di una difficoltà aziendale congiunturale, strutturale o strutturale irreversibile.
1)- Se la difficoltà aziendale è congiunturale: Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (C.I.G.O.).
2)- Se la difficoltà aziendale è strutturale: Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (C.I.G.S.).
3)- Se la difficoltà aziendale è strutturale ed irreversibile: Mobilità.

Fondamentale differenza tra i due istituti è che nel caso di Cassa integrazione Guadagni, ordinaria o straordinaria, il lavoratore che riceve sostegno al reddito rimane in forza all’azienda e rientra ancora tra i soggetti occupati.Nel caso, invece, della Mobilità il sostegno al reddito interviene in quanto il lavoratore è stato licenziato dall’azienda e quindi è uscito dal mondo del lavoro, rientrando tra i soggetti disoccupati.
Altro importante e noto ammortizzatore sociale è l’Indennità di disoccupazione che interviene non necessariamente in caso di difficoltà aziendale ma in generale nel caso in cui il lavoratore subordinato perda l’occupazione involontariamente.
Gli istituti illustrati, è opportuno ricordarlo, non sono applicabili all’universalità dei lavoratori ma solo a determinate categorie di lavoratori e solo a determinati settori produttivi.
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Al di là di tutto ciò... un problemuccio italiano consiste nel fatto che TENIAMO POCHI SOLDI IN CASSA :-), abbiamo un debito pubblico molto elevato e, come se non bastasse, molti italiani hanno approfittato (ed approfittano tuttora) della possibilità di andare in pensione ancor prima di quanto avviene nei paesi europei. RISULTATO = ABBIAMO MENO DINDI DI QUANTO POTREMMO SE, CON LUNGIMIRANZA E AMORE PER LA PATRIA, CI AIUTASSIMO E NON PENSASSIMO SOLO A SALVARCI EGOISTICAMENTE LA PELLACCIA.
Ma l'Italia è anche questa: tutta un magna-magna. Peccato che a forza di mangiare a lasciarci le penne siamo soprattutto noi giovani. Forza e coraggio, i migliori se la caveranno, mentre gli altri... beh... a voi le conclusioni.
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lunedì 16 marzo 2009

Convegno LIBERTIAMO su radio radicale: "IMPRESSIONI PERSONALI"



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Qua e là, sui vari forum e blog, ho letto alcune frasi simili a questa: "Nel contesto di questo PDL, di sicuro, non vedranno mai la mia iscrizione".
Copio e incollo la mia risposta:


"Io invece ho deciso di iscrivermi, mi sembrano brave e serie persone. Di certo consapevoli della situazione italiana scarsamente liberale. Condivido appieno la loro volontà di divulgare la cultura dei liberi e di parlare ai giovani (e non) per educarli e stimolarli a usare il cervello in modo criticamente costruttivo. Si tratta di un'associazione che non vuole illudere nessuno e che ha deciso di non portare avanti battaglie donchisciottiane.
Con molta umiltà e perseveranza, vogliono aiutare le menti delle genti a divenire libere e pensanti. Partono dall'ABC insomma. Educano alla Libertà!
Anche io, come loro, AMO LA LIBERTA'.
Per cui mi iscrivo e li applaudo. "

Il convegno è stato interessante, ho potuto vedere di persona personaggi che ho sempre stimato e ammirato. A ogni modo i contenuti e le argomentazioni da loro esposti, bene o male li conoscevo. In particolare mi hanno colpita Antonio Martino, Piercamillo Falasca e Sofia Ventura. Oltre alla conclusione di B. Della Vedova, naturalmente.

E' stato il 1° CONVEGNO LIBERALE a cui ho assistito. Era da qualche tempo che ne seguivo le mosse, ma prima di aderire a un qualcosa solitamente rifletto molto bene e soppeso diversi fattori. Poi decido.

Evviva la Libertà, evviva Liber-TiAmo! :-))

giovedì 12 marzo 2009

La verità sul periodo della dittatura cilena

Non ho mai amato la scuola. Ma ho sempre amato la cultura! Fin da bambina era chiaro in me, che non tutto quello che ci propinavano i libri fosse verità. Preferivo correre nei campi e giocare con gli animali (abitavo in campagna) piuttosto che starmene rinchiusa ad ascoltare passivamente le maestre. Mi annoiavano. Amavo gli ampi spazi e la natura, ero un tantino ribelle. Desideravo solo sentirmi libera e nell'anima effettivamente lo ero.
Il mio nucleo famigliare è sempre stato parecchio scancherato. Ma proprio lì, ho interiorizzato l'abitudine a ricercare il vero. Così per mia fortuna e sfortuna (dato che la società è una gabbia per vari aspetti) ho inseguito spesso ideali e verità nascoste, rifiutandomi di rimanere un vaso da riempire di nozioni. Ve lo dico con grande umiltà: a scuola ero una somara :-) Non mi stimolava.
I miei genitori, in quanto tali, sono stati quasi pessimi, perfino assenti per vario tempo. Come persone però, dei grandi maestri di vita. Mi hanno insegnato a RAGIONARE con la mia testa. Mi hanno fornito le basi necessarie per poter districarmi nelle situazioni difficili e per riconoscere che cosa davvero merita e cosa no. Non mi hanno rimboccato le coperte ogni sera, ma mi hanno donato il regalo più bello che si possa fare a un essere umano. Mi hanno insegnato a pensare.
Il mio papà è morto. Non era un genitore particolarmente presente, aveva una personalità molto forte, ricco d'ingegno e passione. Non era nato per fare il padre di famiglia, donnaiolo scatenato e sempre in giro per affari. Capita...
Era un cileno, nato a Santiago.
Gran bel paese il Cile!
_ E’ necessario ricordare, a questo punto, che il Cile ha una antica tradizione democratica fin dal 1813, anno della cacciata degli Spagnoli. Il 4 settembre 1970 il candidato filocubano (e non “socialista moderato”) Allende vince le elezioni politiche in Cile. Egli ottenne solo un terzo delle preferenze, ma prese il potere grazie alla dispersione del suffragio moderato, al dispetto suicida che i democristiani vollero fare al candidato della destra. Questi geniacci, tali laggiù e qui in Italia, lo issarono al potere e iniziarono a combatterlo il giorno dopo, con il supporto della Cia. Tornando agli anni ‘70 Allende, già amico del Che Guevara, molto vicino a Castro e in buoni rapporti con Ho Chi Min, era sostenuto dal partito Unidad Popular (U.P.), raggruppamento che unisce socialisti, comunisti, anarchici, radicali e movimenti d’estrema sinistra.
Una volta preso il potere questo partito comincia a fare quello che vediamo da quasi sessanta anni in Italia e cioè occupare tutti i posti di potere politico ed economico, però in Cile fanno sul serio: va peggio, quasi come in Russia. Gli operai o i delegati dell’Unidad Popular prendono il possesso delle fabbriche dei principali centri di produzione che si affrettano a fermare subito. Si appropriano anche delle miniere di rame, queste ultime, prima risorsa economica del Cile. Il rame stesso, era venduto agli Stati Uniti per più dell’ 80%; commercio, questo, che viene interrotto subito. I granai e le riserve di cereali vengono immediatamente requisiti da esponenti del partito. Primo risultato: sovrapproduzione di rame, disoccupazione, miniere abbandonate peggioramento delle relazioni con gli USA che non esportano più nulla in Cile.
I comunisti invitano i soldati alla diserzione. Ma questo è niente: le fabbriche cessano del tutto di lavorare anche perché manca il carbone (che era importato dagli USA, quello cileno ha un potere calorico così basso da essere inutilizzabile), non c’è più lavoro quasi per nessuno, a meno che non si sia iscritti all’ U.P., incomincia qui la guerra civile con migliaia di disoccupati, in più ridotti alla fame dalla scarsità di beni alimentari. Ci si riduce a dover fare la coda davanti alle panetterie fin dal giorno prima per aver un po’ di pane. Iniziano le “marce delle pentole vuote” ove le donne, che non avevano più nulla da mettere nelle loro pentole, scandivano slogan percuotendo i loro risonanti cucchiai sul fondo delle pignatte vuote. Ma lo scempio continua: campi vengono confiscati dal partito ai loro proprietari e distribuiti in maniera abnorme ai contadini e ai braccianti che ne possono coltivare solo un piccola parte, il resto che non si riesce a sfruttare si trasforma presto in deserto, poiché il Cile è un paese semiarido ad alto rischio di desertificazione. Tutte le case dei benestanti vengono segnate con una croce e alcune assaltate durante le notti.
A Santiago, come in tutto il Cile, scarseggia il cibo: non c’è pane perché manca la farina, ma non si trova il grano che è tutto confiscato dall’ U.P., ma anche perché i contadini e i braccianti, nuovi proprietari dei campi non riescono a coltivare che per il loro consumo e oltre non possono andare se non di poco, come accadeva nel Medioevo; si importava grano dagli Stati Uniti, ma ora non è più possibile. Fidel Castro si reca in visita in Cile, doveva restare una settimana, ma si trattiene oltre un mese, regala ad Allende una mitraglietta, gli disse:’Usala bene’ e vedremo che la userà proprio bene, ma procediamo con ordine: calpestando senza alcun problema la Costituzione cilena Allende mette a tacere subito l’ opposizione che non può più far nulla.
La gente non aveva più pane, lavoro, e sicurezza, poichè la polizia era stata ridotta all’impotenza, e, quel che è peggio (dal punto di vista storico e della civiltà), dopo più d’un secolo e mezzo la democrazia era tramontata, il Cile, in pochi mesi, s’ era trasformato in un’ altra arretratissima e affamata Cuba. Il popolo cileno aveva solo più da sperare in un intervento dell’ esercito: durante le parate militari la folla lanciava il miglio sui soldati gridando: ‘Galline, siete delle galline! E’ così che ci proteggete?’ e frasi simili.
Dopo tre anni d’autentico inferno, dove manca tutto, peggio che in Russia, da più parti si capisce che il Cile sta pericolosamente retrocedendo e che è necessario fare qualcosa finchè è possibile. Allende non sa o non vuole tirarsi fuori dal disastro che ha volutamente combinato. Il 22 agosto del 1973 la Camera approvò su iniziativa degli stessi democristiani una risoluzione, che ovviamente nessuno dei ‘democratici nostrani’ ricorda, nella quale si denunciano gli “attentati allo Stato di diritto e ai diritti umani compiuti sistematicamente dal governo marxista” che dichiarava Allende e la sua cricca “fuori dalla costituzione”. Medesima risoluzione faceva appello alle forze Armate perché ristabilissero la legalità. Dunque la presa del potere da parte dei militari avviene in maniera del tutto legale. Il capo dell’Esercito era allora Augusto Pinochet e viene convocato segretamente per una riunione con il comandante in capo della Marina e il generale capo dell’Aviazione. Qui gli viene chiesto l’appoggio dei suoi soldati per cacciare Allende e la sua masnada, ma inizialmente egli rifiuta. In un secondo tempo accetterà ad una condizione: sarà lui ad avere il controllo del paese dopo il colpo di Stato, condizione che viene accettata. Il tutto avviene in circa venti giorni. Così l’ 11 settembre del 1973 viene fatta bombardare la Moneda (il palazzo del Governo) dall’aviazione, la Marina prende il controllo dei porti del Cile.
Salvador Allende è conscio d’ aver perso e, quando i primi soldati entrano nella Moneda ormai danneggiata, si punta la famosa mitraglietta di Castro al mento e preme il grilletto, ponendo fine all’ Unidad Popular. I dirigenti di sinistra e gli iscritti all’ U. P. vengono rinchiusi negli stadi. Contro la sinistra si scatenò una repressione dura e rapida, sopportata di buon grado dalla popolazione che aveva voglia di farla finita con le prepotenze e le violenze comuniste. La stragrande maggioranza dei comunisti, socialisti, anarchici e estremisti rossi cileni riuscirà a riparare in Bolivia o in Argentina e, molti di coloro che non hanno più fatto ritorno in Cile, figurano erroneamente tra i desaparecidos. Alcuni di quelli che non sono fuggiti spariranno, questa volta per davvero, e si cercano ancora oggi. Il loro numero ammonta circa ad un migliaio. Sono i famosi desaparecidos.
Il generale non perse tempo e impose al Paese un LIBERISMO ECONOMICO sfrenato accompagnato da una ripresa degli affari con gli USA che gradirono molto. Pinochet fu lucido nel riconoscere la sua incompetenza in campo economico e delegò la guida economica del Paese ai giovani economisti cileni che avevano studiato all’Università di Chicago sotto la guida di Milton Friedman. Il Cile si riprese rapidamente, e anche se il costo umano di tale rinascita fu elevato, fu certo inferiore al prezzo pagato per sprofondare nel baratro comunista. Il Generale, ben lungi dall’avere solo le armi per imporsi, contava sul supporto internazionale dell’America e sull’appoggio interno di un’ampia maggioranza dei cileni che preferivano la prosperità del governo militare alla fame comunista, e della stragrande maggioranza delle cilene, memori della miseria, del caos, e dei negozi vuoti che avevano contraddistinto il regime di Allende. Pinochet rimase al governo fino al 1990 quando sottoposto a pressioni dall’ opposizione fece indire un referendum dove venne messo in minoranza, così lasciò il potere e si ritirò a vita privata. Il resto è storia di oggi. Ecco ciò che qualcuno vuol nascondere, la vera storia dell’ Unidad Popular e di Allende, non un partito di “sinistra moderata” e un uomo da adottare come simbolo, ma una cricca di filosovietici irresponsabili al limite della criminalità che stavano per rovinare un Paese per sempre. Per fortuna, qualcuno non ha voluto. Ora il Cile è un gran bel Paese e se non è il più avanzato del Sudamerica è sicuramente tra i primi, e non una arretratissima e poverissima riedizione di Cuba o uno stato gemello della Corea del Nord, come avrebbe voluto Allende.
Mio padre non è mai stato un comunista. E' arrivato in Italia in qualità di esule politico. E' scappato dal suo paese, causa fame ed estrema povertà. Il suo sogno era quello di studiare e divenire un uomo importante. Aiutare economicamente la famiglia rimasta in Sud America e poter un giorno dire: ci sono riuscito, conduco una vita dignitosa.
In Italia non ha mai aderito alla sinistra estrema, tant'è che fu persino preso a pugni. Lo chiamavano TRADITORE.
Fin da bambina ho dubitato di tutto ciò che voleva essere inculcato. Perchè io lo sapevo già. Lo sapevo che le verità non vengono quasi mai dette. Sorrido nel sentire, ancora oggi, le assurdità proferite dai tanti sinistroidi col paraocchi. Poveri loro.
Questa è la verità.


lunedì 9 marzo 2009

Perchè non sono cristiano.


Ho finito di leggere: "Perchè non sono cristiano" di Russel Bertrand.

Ho convenuto che: "La pensa esattamente come me, nulla di nuovo" :-).

Ho ampliato la mia cultura storica se non altro.

Sabato 14 Marzo: LIBERTIAMO?


Questo sabato sarò a Roma, per partecipare alla presentazione di "LIBERTIAMO" da parte di B. Della Vedova. I liberali del Pdl, non so ancora se sorridere o piangere.
Perchè ci vado?
_ Adoro la capitale e mi serve una mini-vacanza per riprendermi dal solito tran tran lavorativo;
_ ho la possibilità di conoscere personalmente alcuni "amici" contattati tramite facebook e pol (con alcuni chatto da mesi e mesi) e che saranno presenti al convegno;
_ sono sinceramente interessata alla posizione di Della Vedova all'interno del pdl;
_ magari sono fortunata e trovo un romanaccio bono con cui trascorrere la nottata nella mia camera doppia a due passi dalla stazione :-)
La singletudine fa sesso. C'aggia fa ;-)...

Ehm, tornando al convegno... sono curiosa di conoscere la posizione di questi liberali e del motivo per il quale si ostinano a permanere all'interno del centro-destra. Se sapranno argomentare bene, con sincero realismo, penso di poter aderire.
Prediligo una stoica resistenza apparentemente masochista ad una "coraggiosa" battaglia donchisciottiana, se porta qualche risultato positivo. Anzitutto è bene darsi alla semina (educazione in primis) se si vuole, un domani, raccogliere dei frutti. Quello che più mi piace di Della Vedova è che si rivolge ai giovani e ricerca modalità a loro vicine, per coinvolgerli e stimolarli. Ottimo!
Il 3° polo liberale in Italia non è contemplato ancora. La nostra è una cultura acerba. E' presto.
Beh, scriverò le mie impressioni appena sarò tornata. Spero in un fine settimana di sole e di amicizia.

ps: (Vorrei libertineggiare, oltre che libertare, ma oramai sto diventando quasi seria e matura. Ahh la vecchiaia...)

18 miliardi di euro dal cipe per infrastrutture in Italia

Ben bene!
Da quanto ho letto arrivano finalmente novità interessanti.
Evviva le nuove infrastrutture.
Non sto ad elencarle, dato che basta leggerle sui giornali e su internet.
Una in particolare mi è piaciuta e mi ha fatta rallegrare.
Euro per l'edilizia carceraria. Alla buon ora.
In Italia sono necessarie: certezza della pena, carceri nuove, educazione al rispetto e alla civiltà e potenziamento di tutti quei comportamenti volti al controllo e alla prevenzione.
Tutti ingredienti fondamentali per un buon "PACCHETTO SICUREZZA".
Altrimenti rimarrebbero, come spesso accade, bei proclami. Nulla più.