La libertà indica l'essere libero, la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge.
Si può dire che chi compie un'azione è libero, quando ha la possibilità di scelta, e l'azione stessa è: intelligente; spontanea; contingente. Intelligente, in quanto l'azione libera comporta la conoscenza dell'oggetto della deliberazione, senza di essa, infatti, chi delibera non potrebbe determinarsi a seguire il fine della sua azione poiché questo non è conosciuto. Spontanea, in quanto la causa dell'azione sta in chi la delibera come conseguenza della volontà e non all'esterno, poiché, se così non fosse, l'azione non sarebbe libera ma necessitata da cause esterne. Contingente, in quanto l'azione non deve essere conseguenza di una necessità assoluta.
A PROPOSITO DI LIBERALISMO...
Si può dire ad ogni modo che ciò che contraddistingue il liberalismo politico in ogni epoca storica è la fede nell'esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all'individuo e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (eguaglianza formale). Il punto di vista dell'individuo e il godimento della libertà individuale è considerato il parametro valido per giudicare la bontà di un ordinamento politico/sociale. In quest'ottica i poteri dello Stato devono incontrare limiti ben precisi per non ledere i diritti e le libertà dei cittadini. Ne deriva il rifiuto di volta in volta dell'assolutismo monarchico, del clericalismo, del totalitarismo e in generale di ogni dottrina che proclama il sacrificio dell'individuo in nome di fini esterni a esso.
Il risvolto del liberalismo in materia religiosa è il laicismo e la separazione tra Stato e Chiesa:
« Libera Chiesa in libero Stato » (Camillo Cavour)
Ma il liberalismo è laico anche perché chiede allo Stato di non interferire nelle scelte morali individuali:
« Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo. » (Immanuel Kant)
Ci tenevo a codeste premesse; sono necessarie per comprendere al meglio taluni ragionamenti e talune concezioni. Siamo liberi quando la nostra capacità di critica e di giudizio è tale, da consentirci una scelta coscienziosa. Siamo davvero in grado di scegliere solo dopo che ci siamo correttamente documentati, prendendo in considerazione vari punti di vista e dopo esserci interrogati su quale linea approvare o meno. E' un cammino alquanto difficoltoso per la moltitudine (ma non impossibile) e la politica non ama cotanto esame e studio, prediligendo incanalare i pensieri delle masse a proprio vantaggio ed uso. Molti mezzi di comunicazione hanno il compito di atrofizzare la capacità critica di ciascuno di noi. Il liberale puro, non ci casca. A ogni modo troppa libertà risulta dannosa almeno quanto l'assenza della stessa.
Certo è che... :« Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare » (Mahatma Gandhi)-


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