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Bologna è la dotta e Modena è la bigotta; come mai?

sabato 16 agosto 2008

A PROPOSITO DI SICUREZZA E LEGALITA'...


° Il cuore di Modena è costituito da un piccolo centro che ruota attorno alla Ghirlandina. Forse in mezz'ora lo hai girato quasi tutto.
La Ghirlandina, bianca regina, è quanto di più decoroso e grazioso il centro cittadino possegga. Da adolescente ero innamorata di questa particolare torre che si elevava a pochi metri di distanza da casa mia.
La notte specialmente, lei si trasformava in regina ed io trascorrevo piacevoli minuti nell'ammirarla in silenzio dalla mia camera mansardata...fantasticando. Lei e la Luna.
Il suo bianco pallore contrastava con l'oscurità tutta e le nuvole grigie.
L' aspetto del cielo, nei temporali soprattutto, tra lampi e tuoni, le conferiva ancora maggior splendore e solennità. Ne ero stregata.
E lei se ne stava lassù, regina incontrastata dei tetti e di quel cielo sfumato , col melodioso sottofondo del cinguettio regolare degli uccellini che abitavano gli alberi di Piazza Matteotti, attigua al Duomo. °°°

Sono tra i ricordi più cari che mi porto dentro. Il mio centro, la mia piazza, la mia bella "Ghirlandeina" ... li porto nel mio cuore.

Un cuore che oggi si strugge nel constatare il degrado in cui versa la piazza tanto amata.

Ma dov'è il sindaco G. Pighi? Come è possibile che un luogo così bello a due passi dall'entrata principale del Duomo di Modena, sia divenuto un ghetto in cui regna sporcizia, letame, droga, violenza e puzza?
E dire che il Comune deve essere tutto fuorchè senza fondi!
Rivoglio i tavolini all'aperto, la musica, i fiori e gli uccellini che cinguettano, certo!
Nessuno cel'ha con gli uccellini purchè venga pulito il suolo. Ormai le cacche sono delle incrostazioni che fanno tutt'uno con la pavimentazione della piazza.
Sembra un centro di recupero per extracomunitari (ma forse nemmeno quei centri arrivano a tanto). L'hanno trasformata in un porcile. Tutta spaccata e maleodorante.

Una vergogna.
La piazza del mio cuore non esiste più.


Riporto di seguito un articolo della Gazzetta di Modena risalente al 2007. Della serie "come è cambiata la situazione nel 2008".


«Piazza Matteotti, latrina all'aperto» Petizione a Pighi: «Viviamo tra risse, schiamazzi ed escrementi»
Il tono è ironicamente esasperato, il contenuto non lascia spazio alle interpretazioni. Nelle venticinque righe della lettera-appello a Giorgio Pighi il promotore dell'iniziativa usa parole educate per indicare il degrado della seconda piazza modenese, piazza Matteotti, e chiede una vigilanza più assidua sulla zona. Il tono forte, se così vogliamo chiamare il documento promosso da Maurizio Vitale, che abita in zona da alcuni anni assieme alla famiglia, sta proprio in questo contrasto.«Non voglio tirare addosso al sindaco a tutti i costi - spiega Vitale, cineoperatore per la Rai e spesso in giro per l'Italia - non chiedo vigili urbani a ogni angolo, non chiedo soluzioni miracolose ma solo un poco di "manutenzione" per uno spazio pubblico talmente degradato da essere diventato una terra di nessuno per chi ci abita. Dalle partite di pallone allo spaccio passando per una fogna a cielo aperto per tutti gli sbandati che passano da quelle parti: è troppo chiedere che ci sia qualcuno che provveda a questo? A chi dovremmo rivolgerci, se non al sindaco? Eppure ogni giorno paghiamo per le tasse comunali ma i servizi dove sono quando servono? Se, come accaduto sinora dovremo provvedere per conto nostro a sistemare e pulire ci regoleremo di conseguenza anche per le tasse che il Comune ci chiede».In poche ore la petizione, sottoscritta solo da chi frequenta due palazzi, ha raccolto un centinaio di firme. «Ci siamo fermati per dare un segnale, per capire se c'è volontà di provvedere» conclude Vitale. «Caro Sindaco - è scritto nella lettera - piazza Matteotti e la vicina chiesa di San Giovanni Battista sono in condizioni sgradevoli. Specialmente se pensiamo che si trovano a un tiro di schioppo dal Duomo e da piazza Grande. Come già scritto in passato, l'aiuola che delimita la chiesa è una latrina per cani e uomini. L'angolo successivo, quello di Vicolo Caselline, è invece il punto preferito dagli uomini per fare la cacca. I cani la fanno un po' ovunque. Bottiglie in frantumi e lattine vuote fanno bella mostra di se nell'angolo più dimenticato della Piazza dove questa incontra il Vicoletto di cui sopra. Questo per quel che riguarda l'aspetto igienico-sanitario. Vorrei aggiungere due parole riguardo agli spacciatori e i delinquenti che sono ritornati a frequentare le panchine e il portico che si affaccia su via del Taglio. La sicurezza e l'ordine pubblico sono beni fondamentali che devono essere garantiti al cittadino.
Il drammatico aumento della delinquenza culminato nella rissa furibonda avvenuta in questa piazza alle nove della sera del 27 aprile scorso, dovrebbe far riflettere gli amministratori di questa città. Siamo stufi di grida e schiamazzi notturni, di bottiglie in frantumi a due passi dalla giostra, di extra-comunitari che soddisfano i loro bisogni al riparo della chiesa di San Giovanni. Vogliamo che i nostri figli possano giocare tranquilli senza temere che gli accada qualcosa di grave.A proposito del gioco del pallone davanti all'asilo nido ritengo doveroso che i vigili urbani si preoccupino di rimproverare a dovere chi, spesso, tira certe "staffilate" da staccare la testa ad un bambino. Insomma noi vorremmo più attenzione per questa povera piazza e potenziamento dell'illuminazione pubblica che vorremmo del tipo vivace e non come l'attuale che ricorda i parchi pubblici della povera Bulgaria.
(15 maggio 2007)

1 commento:

lory ha detto...

ciao elena...purtroppo è così: nulla resta come prima; per quanto si voglia conservare intatta la memoria dei luoghi della nostra infanzia e della nostra adolescenza, la politica tira dritto per la sua strada e se ne infischia del valore affettivo che assumono quei luoghi agli occhi dei loro abitanti, di chi vi è nato, di chi ha colà le proprie radici. E se se ne infischia la politica locale, se se ne infischiano le amministrazioni, perchè dovrebbe importare agli extracomunitari di rispettare il decoro delle nostre piazze, delle nostre strade e l'integrità della nostra cultura? Io vivo in un posto che da una decina di anni a questa parte è meta di stranieri in cerca di occupazione nel settore dell'edilizia e dell'agricoltura. Nella via in cui abito ci sono più stranieri che italiani e non sto esagerando...ma questi extracomunitari non è che siano poi tanto peggio degli italiani: al massimo lasciano qualche bottiglia di birra nei parchi dove giocano i bambini, fanno qualche scritta in vernice sui muri...atti deprecabili, certo...ma l'affondo più letale alla memoria storica e artistica del mio paese l'ha portato una amministrazione comunale ( fortuna che era una lista civica così non cadiamo nella tentazione del confronto sterile e infinito tra destra e sinistra ) che ha distrutto l'integrità di piazze, parchi, strade e monumenti per erigere opere nuove quasi sempre di cattivo gusto, inconciliabili con l'ambiente naturale e urbanistico circostante, quando non inutili e aleatorie. Se la integrità artistica e civile dei nostri paesi e delle nostre città non è a cuore di politici che sono italiani e hanno le proprie radici in quei luoghi che amministrano direttamente...perchè dovremmo aspettarci il rispetto dagli extracomunitari che hanno radici altrove e non riconoscono i posti in cui vivono come culturalmente proprii? Quindi ti do ragione quando affermi che i principali responsabili del degrado siamo noi: noi che non alziamo la voce per esigere il rispetto degli extracomunitarii e dei cittadini incivili ( questi non hanno razza e colore ma militano un po' in tutte le nazionalità ) da una parte, ma soprattutto il rispetto delle amministrazioni comunali verso quei luoghi che in quanto amministratori dovrebbero tutelare.