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lunedì 11 agosto 2008

CASO "HERA" IN EMILIA ROMAGNA

Rodolfo RIDOLFI Hera, Coop rosse, Meta, Unipol. Capitalismo Rosso da esportare.
Il buon proposito di Hera per il nuovo anno? Aumentare sicuramente le tariffe. Ci raccontarono che Hera nasceva per calmierare le tariffe delle "utilities". Da quando Hera è nata ha solo rastrellato soldi nelle tasche dei cittadini. Si dice che abbia anche guadagnato nelle operazioni di borsa, ma le tariffe non hanno mai subito una variazione positiva per i cittadini. I servizi erogati da Hera sono sicuramente peggiori rispetto a prima ed a questo si aggiunge anche qualche "furberia al veleno" che ha inquinato le nostre terre. Considerato il quadro generale c'è da chiedersi dove Hera spenda tutti quei soldi che ci sfila. Ai cittadini è dato sapere ben poco. E' passata infatti un po' in sordina la notizia dell'acquisto da parte di Hera della Centrale per la termovalorizzazione (inceneritore) di Teverola in provincia di Caserta. Dopo i tentativi di fare inceneritori prima ad Imola poi a Faenza e Ravenna, dove non è detto che non riescano, Hera è sbarcata in Campania. Hera parte per le crociate e si tuffa negli immani problemi collegati ai rifiuti di quella Regione impegnando i denari rastrellati aumentandoci le tariffe. Speriamo almeno che dopo questo investimento in loco non vengano più portati rifiuti campani nelle nostre traboccanti discariche. E' lecito anche pensare che Hera si espanda a nostre spese e vada ad inquinare quelle popolazioni che già hanno dei grossissimi problemi legati ai rifiuti, problemi dovuti anche alla presenza stabile e stabilizzata in questo redditizio settore di organizzazioni criminali. Una barbara colonizzazione velenosa del sud Italia contro quelle popolazioni che già nel 2000 fortemente contestavano l'apertura della centrale di Teverola. Agli amici campani un avvertimento, Hera arriva e apre, poco varranno le vostre proteste; Hera è un modello di nuova "imprenditoria rossa", fatto con il contributo forzato dei cittadini, senza un pubblico controllo. Questo modello però inizia a suscitare forti dubbi anche a chi lo vedeva con favore, partono infatti anche da una parte dei DS critiche contro la Multi Utilities. C'è sorto il dubbio che Hera sia lo sviluppo del modello economico emiliano-romagnolo, un intreccio ed una riconversione di quel modello fondato sulle cooperative, che non si accontenta più di operare in ambito regionale ma che aspira a colonizzare l'Italia a colpi di Opa, borsa, salotti buoni e rifiuti. Sarebbe troppo facile in questi giorni parlare di Unipol e di cooperative. Da tempo sostengo che Hera, nata purtroppo anche con l'avvallo di ambienti bolognesi e non solo di centrodestra ha visto protagoniste le ex municipalizzate intrecciate in un sistema molto complesso e ripetitivo di scatole cinesi spesso in contrasto palese con la normativa comunitaria sulla libera concorrenza, sui monopoli, sulle gare ad evidenza pubblica nell'affidamento dei servizi. La forma giuridica della società di capitali utilizzata da questi "carrozzoni" serve per poter disporre delle risorse pubbliche, costituite dalle tasse e dalle tariffe che i cittadini corrispondono per i servizi, a piene e libere mani non per una maggiore efficienza ed efficacia, dei servizi finalizzata al contenimento ed alla riduzione delle tariffe, ma per dar vita ad un originale modello di "capitalismo rosso" dove assurgono a "maghi della borsa" senza eccessiva responsabilità, visto che il capitale di rischio non è il loro ma degli utenti che non possono certo sottrarsi a corrispondere le tariffe. Le tariffe ed i bilanci, tra l'altro, sono sfuggiti anche al controllo dei rappresentanti eletti dai cittadini come dimostrano i vertiginosi e recenti aumenti di gas, acqua, smaltimento rifiuti. Appare evidente il moltiplicarsi di parassitarie nicchie di clientele e di privilegi, in grado di condizionare la politica, al riparo da persistenti condizioni di pubblico monopolio, coi relativi costi posti tutti a carico del cittadino nella duplice veste di utente e di contribuente. in questo ambito gli emolumenti spropositati e ripetitivi corrisposti a dirigenti ed amministratori spesso ex sindaci o assessori, dirigenti di partito, di case del popolo, dove erano provetti animatori delle tombole, rappresentano una macroscopica anomalia. La Regione ha fatto e sta facendo tutta una serie di leggi funzionali alle esigenze concrete di quel "capitalismo rosso" fatto con le risorse dei cittadini ma che al controllo dei cittadini utenti deve essere sottratto. Tutte le vicende del leviathano Hera dimostrano che l'obiettivo primario della sinistra nostrana non è il bene comune ma il rafforzamento e la blindatura di quelle holding (Hera in testa e tutte le scatole cinesi) sorte dalle ex municipalizzate che intende elevare al rango di intoccabile e incontrollabile "braccio economico" del nuovo impero. Evidentemente la sinistra persegue un disegno caratterizzato "da cattiva gestione del personale, da incapacità di governare i processi di riorganizzazione aziendale, da mancata attenzione alle dinamiche di sviluppo". I Comuni insieme alle cooperative ed ai sindacati hanno dato vita ad una società interamente pubblica che si sottrae costantemente ad ogni funzione di indirizzo e di controllo di competenze, che non discute e non si confronta pubblicamente sui propri bilanci e la propria gestione, che si dimostra incapace di proporre un progetto industriale per affrontare almeno in parte la soluzione dei gravi problemi di cui soffrono vistosamente i servizi in Romagna Chi sono i soci, chi sono gli amministratori di Hera? La Lega delle cooperative c'è e non solo per guidare con Unipol le vicende della borsa e la fusione Hera Spa e Meta Spa, ma con cooperative e personaggi di spicco: Luciano Sita Presidente Granarolo spa e Consorzio Gran Latte Piero Collina Vice Presidente Finsoe Presidente Consorzio Cooperative di Costruzione-Acam, anche il V.Presidente Maurizio Chiarini ha un passato nella Lega coop di Ferrara come responsabile del settore finanziario. Il Presidente emanazione del territorio forlivese è il dalemiano Tommaso Tommasi di Vignano ex Telekom. Hera, Cooperative rosse, sindacati enti locali costituiscono "la grande cappa" che soffoca la libertà sostanziale nella nostra Regione.

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