Benvenuti ...

In questa sede virtuale, è nostro intento mettere nero su bianco quelle che sono le riunioni e i ritrovi ( convegni, cene, aperitivi, ecc.) organizzati dai Liberali di Centro e di Centro-Destra della città di Modena e provincia.

Vi terremo informati e costantemente aggiornati sulle nostre iniziative, sia politiche che prettamente culturali!

Siete tutti invitati a partecipare e a collaborare, qualora lo desideriate.




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Bologna è la dotta e Modena è la bigotta; come mai?

sabato 16 agosto 2008

LA BEFFA!!!


Come descritto nel post precedente, io denuncio a pieni polmoni il degrado di Piazza Matteotti che altro non è che la 2° piazza di Modena! Gli stranieri non possono amare e avere cura dei monumenti e degli spazi del centro cittadino, per il semplice fatto che sono stranieri e questa non è la loro vera casa. Non hanno particolare interesse per tradizioni, usi e culture che non siano le proprie. E perchè mai dovrebbero portare rispetto per un Comune che per primo non porta rispetto verso sè stesso e i cittadini italiani che vi abitano? Gli extracomunitari, potendo farlo, portano avanti la loro di tradizione e la loro cultura! Ed è giusto che sia cosi. Siamo noi a dover richiedere il rispetto e a impedire loro di distruggere ciò che amiamo e che ci appartiene. Mi chiedo se per caso i politici di centro sinistra si siano bevuto il cervello o se molto più presumibilmente non se ne interessino affatto! Di chi? Ma di noi!!! Noi che dobbiamo andarcene da un luogo in cui siamo nati e cresciuti perchè alla mercè di spacciatori, delinquentelli che spaccano le macchine, continue multe perchè non ci sono posti per parcheggiare, per la puzza, per il timore di essere derubati...


Modena era una cittadina tranquilla.


Ed oltre al danno pure la BEFFA, che ora riporto dal Resto del Carlino. Leggete pure quanti soldi sperperati in onore dell'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE! Il colmo.


Seimila euro a Roversi per moderare un incontro
Polemica sulla costosa consulenza attribuita dal Comune al 'turista per caso' per condurre un incontro sui 25 anni dell'assessorato all'ambiente.


Modena, 14 agosto 2008. Risparmiare e «moderare». Due comandamenti, per chi ha a cuore l’ambiente. Ma che hanno cozzato l’uno contro l’altro in un convegno, proprio su temi ecologici, organizzato dal Comune nell’aprile scorso. Farlo moderare al presentatore e ‘turista per caso’ Patrizio Roversi è costato all’amministrazione seimila euro: una spesa che a molti non pare proprio oculata, di questi tempi. E’ stata l’agenzia Dire a sollevare ieri il caso, spulciando fra la lunga lista di consulenze che il Comune ha attivato nell’ultimo anno. Un elenco che è anche consultabile sul sito dell’amministrazione comunale.
L’incontro del 19 aprile al Baluardo della Cittadella ha celebrato i 25 anni dell’assessorato all’Ambiente del Comune. Erano presenti, fra gli altri, il sindaco Giorgio Pighi, l’assessore all’Ambiente del Comune, Giovanni Franco Orlando e il presidente della Commissione regionale Ambiente Gian Carlo Muzzarelli. La tavola rotonda è stata anticipata, il giorno prima, da un altra giornata di incontri, ma Roversi ha presenziato solo sabato 19 e a questa sola data va riferito il compenso lordo di seimila euro. La nota che annunciava il contributo sempre acuto e sopra le righe del presentatore bolognese prometteva da parte sua un excursus «originale dei 25 anni di storia del settore Ambiente mettendo a confronto le esperienze di assessori e dirigenti che si sono succeduti in questo quarto di secolo».
Proprio l’assessore attuale, Orlando, fa ora presente che «la spesa rientrava nel budget previsto per quella giornata ma anche per una serie di iniziative legate al venticinquesimo anno del settore Ambiente nell’amministrazione modenese». Riconosce comunque che il compenso per l’incarico a Roversi era tarato per una sola giornata di ‘servizio’. «E’ sempre opinabile la questione di convocare personaggi noti, testimonial per appuntamenti importanti — dichiara Orlando — ma nel caso di cui parliamo mi pare proprio che l’iniziativa sia riuscita, richiamando tante persone e attenzione sull’evento». Già ma ci chiediamo se al di là degli addetti ai lavori i cittadini se ne sono accorti.
Per Baldo Flori di ‘Modena a Colori’, fustigatore delle consulenze, la spesa per portare la verve di Roversi al convegno del Comune «è un’ulteriore offesa al buon senso e ai modenesi vittime di ristrettezze economiche in questo particolare periodo. L’amministrazione ha dimostrato di avere disponibilità economiche abbondanti, come risulta dagli ultimi dati di bilancio. Non mi sorprende, quindi, l’entità della spesa per convocare Roversi. Il denaro pubblico viene amministrato in maniera leggera in questi casi, con spese inutili e non necessarie, proprio quando si parla di tagli e di risparmio in tante altre occasioni. Insomma, si continua a predicare bene e a razzolare male da parte dell’amministrazione comunale».
di PAOLO GRILLI


A PROPOSITO DI SICUREZZA E LEGALITA'...


° Il cuore di Modena è costituito da un piccolo centro che ruota attorno alla Ghirlandina. Forse in mezz'ora lo hai girato quasi tutto.
La Ghirlandina, bianca regina, è quanto di più decoroso e grazioso il centro cittadino possegga. Da adolescente ero innamorata di questa particolare torre che si elevava a pochi metri di distanza da casa mia.
La notte specialmente, lei si trasformava in regina ed io trascorrevo piacevoli minuti nell'ammirarla in silenzio dalla mia camera mansardata...fantasticando. Lei e la Luna.
Il suo bianco pallore contrastava con l'oscurità tutta e le nuvole grigie.
L' aspetto del cielo, nei temporali soprattutto, tra lampi e tuoni, le conferiva ancora maggior splendore e solennità. Ne ero stregata.
E lei se ne stava lassù, regina incontrastata dei tetti e di quel cielo sfumato , col melodioso sottofondo del cinguettio regolare degli uccellini che abitavano gli alberi di Piazza Matteotti, attigua al Duomo. °°°

Sono tra i ricordi più cari che mi porto dentro. Il mio centro, la mia piazza, la mia bella "Ghirlandeina" ... li porto nel mio cuore.

Un cuore che oggi si strugge nel constatare il degrado in cui versa la piazza tanto amata.

Ma dov'è il sindaco G. Pighi? Come è possibile che un luogo così bello a due passi dall'entrata principale del Duomo di Modena, sia divenuto un ghetto in cui regna sporcizia, letame, droga, violenza e puzza?
E dire che il Comune deve essere tutto fuorchè senza fondi!
Rivoglio i tavolini all'aperto, la musica, i fiori e gli uccellini che cinguettano, certo!
Nessuno cel'ha con gli uccellini purchè venga pulito il suolo. Ormai le cacche sono delle incrostazioni che fanno tutt'uno con la pavimentazione della piazza.
Sembra un centro di recupero per extracomunitari (ma forse nemmeno quei centri arrivano a tanto). L'hanno trasformata in un porcile. Tutta spaccata e maleodorante.

Una vergogna.
La piazza del mio cuore non esiste più.


Riporto di seguito un articolo della Gazzetta di Modena risalente al 2007. Della serie "come è cambiata la situazione nel 2008".


«Piazza Matteotti, latrina all'aperto» Petizione a Pighi: «Viviamo tra risse, schiamazzi ed escrementi»
Il tono è ironicamente esasperato, il contenuto non lascia spazio alle interpretazioni. Nelle venticinque righe della lettera-appello a Giorgio Pighi il promotore dell'iniziativa usa parole educate per indicare il degrado della seconda piazza modenese, piazza Matteotti, e chiede una vigilanza più assidua sulla zona. Il tono forte, se così vogliamo chiamare il documento promosso da Maurizio Vitale, che abita in zona da alcuni anni assieme alla famiglia, sta proprio in questo contrasto.«Non voglio tirare addosso al sindaco a tutti i costi - spiega Vitale, cineoperatore per la Rai e spesso in giro per l'Italia - non chiedo vigili urbani a ogni angolo, non chiedo soluzioni miracolose ma solo un poco di "manutenzione" per uno spazio pubblico talmente degradato da essere diventato una terra di nessuno per chi ci abita. Dalle partite di pallone allo spaccio passando per una fogna a cielo aperto per tutti gli sbandati che passano da quelle parti: è troppo chiedere che ci sia qualcuno che provveda a questo? A chi dovremmo rivolgerci, se non al sindaco? Eppure ogni giorno paghiamo per le tasse comunali ma i servizi dove sono quando servono? Se, come accaduto sinora dovremo provvedere per conto nostro a sistemare e pulire ci regoleremo di conseguenza anche per le tasse che il Comune ci chiede».In poche ore la petizione, sottoscritta solo da chi frequenta due palazzi, ha raccolto un centinaio di firme. «Ci siamo fermati per dare un segnale, per capire se c'è volontà di provvedere» conclude Vitale. «Caro Sindaco - è scritto nella lettera - piazza Matteotti e la vicina chiesa di San Giovanni Battista sono in condizioni sgradevoli. Specialmente se pensiamo che si trovano a un tiro di schioppo dal Duomo e da piazza Grande. Come già scritto in passato, l'aiuola che delimita la chiesa è una latrina per cani e uomini. L'angolo successivo, quello di Vicolo Caselline, è invece il punto preferito dagli uomini per fare la cacca. I cani la fanno un po' ovunque. Bottiglie in frantumi e lattine vuote fanno bella mostra di se nell'angolo più dimenticato della Piazza dove questa incontra il Vicoletto di cui sopra. Questo per quel che riguarda l'aspetto igienico-sanitario. Vorrei aggiungere due parole riguardo agli spacciatori e i delinquenti che sono ritornati a frequentare le panchine e il portico che si affaccia su via del Taglio. La sicurezza e l'ordine pubblico sono beni fondamentali che devono essere garantiti al cittadino.
Il drammatico aumento della delinquenza culminato nella rissa furibonda avvenuta in questa piazza alle nove della sera del 27 aprile scorso, dovrebbe far riflettere gli amministratori di questa città. Siamo stufi di grida e schiamazzi notturni, di bottiglie in frantumi a due passi dalla giostra, di extra-comunitari che soddisfano i loro bisogni al riparo della chiesa di San Giovanni. Vogliamo che i nostri figli possano giocare tranquilli senza temere che gli accada qualcosa di grave.A proposito del gioco del pallone davanti all'asilo nido ritengo doveroso che i vigili urbani si preoccupino di rimproverare a dovere chi, spesso, tira certe "staffilate" da staccare la testa ad un bambino. Insomma noi vorremmo più attenzione per questa povera piazza e potenziamento dell'illuminazione pubblica che vorremmo del tipo vivace e non come l'attuale che ricorda i parchi pubblici della povera Bulgaria.
(15 maggio 2007)

lunedì 11 agosto 2008

COOP ROSSE: DI RODOLFO RIDOLFI

Nel libro le coop rosse il capitolo VI è dedicato ad Hera spa e affermo “ Numerosi politici, studiosi e giornalisti, da anni denunciano come il sistema delle partecipazioni locali rappresenti un vero e proprio freno alle autentiche liberalizzazione dei servizi, configurando di fatto un monopolio ed un blocco alla libera concorrenza. Questo fenomeno è diffuso a tal punto da provocare un forte dissenso che si esprime da tempo con numerose iniziative di cittadini e associazioni dei consumatori, con interpellanze e interrogazioni nel Parlamento, nella Regione Emilia-Romagna, nei Comuni e nelle Province dove opera Hera Spa. I fatti di questi giorni confermano e rafforzano quanto già ampiamente dimostrato” Infatti i 22 milioni di euro di multa dovuti da Hera spa al fisco, a causa dell’ingiunzione dell’Ue per le agevolazioni concesse nel triennio 1996/99, sono il risultato dell’assoluta incapacità dei sindaci dei Comuni soci, che hanno accettato passivamente il ruolo di essere telecomandati per inseguire il business su servizi essenziali”. “Da anni, e in particolare da quando la Consob nel 2002 lanciava i suoi segnali di avvertimento, era già chiaro che sarebbe finita esattamente come sta finendo: con un danno di proporzioni gigantesche per le tasche dei cittadini, costretti a pagare per l’insipienza dei loro primi cittadini e la spregiudicatezza di consulenti e dirigenti di Hera, per di più profumatamente pagati”. “Ora, però, ci aspettiamo un soprassalto di dignità da parte dei sindaci. Facciano valere il loro 57% di quote azionarie per convocare l’assemblea di Hera spa e propongano che i primi 22 milioni di euro di utili vengano destinati a pagare la multa al fisco. Sarebbe il minimo per tentare di mettere una pezza a un’operazione disastrosa”. “Non solo Se fossero amministratori con un briciolo di rispetto per i loro amministrati, dovrebbero sentire il dovere di chiedere il risarcimento dei danni ai consulenti e ai dirigenti di Hera spa, diretti responsabili della multa da 22 milioni di euro”. Se non fossero così pervicacemente incollati alla poltrona dovrebbero liberare le Istituzioni dalla loro imbarazzante presenza, ma così non sarà e soltanto una sonora bocciatura elettorale, quando sarà, potrà restituirci fiducia e serenità in un futuro di verità e di libertà. Comunque Bei compagni alle coop e ad Hera!

HERA E GLI INCENERITORI

Riporto di seguito alcuni link di articoli scritti su Hera e sugli inceneritori che HA VOLUTO continuare a costruire (e che costruirà altrove) nonostante il parere negativo di molti medici e cittadini.
La politica locale sembra più interessata "ai soldi" e al potenziamento del monopolio Hera, che al benessere dei cittadini (tanto per la salute quanto per le tasche sempre più vuote viste le tariffe che ci ritroviamo a pagare!).


Eccovi i link:
http://www.ecceterra.org/doc/ordine.medici.modena%20inceneritore_13giu06%20_1_.pdf

http://www.peacelink.it/ecologia/a/21144.html

http://www.modenasaluteambiente.it/public/flatnuke/index.php

CASO "HERA" IN EMILIA ROMAGNA

Rodolfo RIDOLFI Hera, Coop rosse, Meta, Unipol. Capitalismo Rosso da esportare.
Il buon proposito di Hera per il nuovo anno? Aumentare sicuramente le tariffe. Ci raccontarono che Hera nasceva per calmierare le tariffe delle "utilities". Da quando Hera è nata ha solo rastrellato soldi nelle tasche dei cittadini. Si dice che abbia anche guadagnato nelle operazioni di borsa, ma le tariffe non hanno mai subito una variazione positiva per i cittadini. I servizi erogati da Hera sono sicuramente peggiori rispetto a prima ed a questo si aggiunge anche qualche "furberia al veleno" che ha inquinato le nostre terre. Considerato il quadro generale c'è da chiedersi dove Hera spenda tutti quei soldi che ci sfila. Ai cittadini è dato sapere ben poco. E' passata infatti un po' in sordina la notizia dell'acquisto da parte di Hera della Centrale per la termovalorizzazione (inceneritore) di Teverola in provincia di Caserta. Dopo i tentativi di fare inceneritori prima ad Imola poi a Faenza e Ravenna, dove non è detto che non riescano, Hera è sbarcata in Campania. Hera parte per le crociate e si tuffa negli immani problemi collegati ai rifiuti di quella Regione impegnando i denari rastrellati aumentandoci le tariffe. Speriamo almeno che dopo questo investimento in loco non vengano più portati rifiuti campani nelle nostre traboccanti discariche. E' lecito anche pensare che Hera si espanda a nostre spese e vada ad inquinare quelle popolazioni che già hanno dei grossissimi problemi legati ai rifiuti, problemi dovuti anche alla presenza stabile e stabilizzata in questo redditizio settore di organizzazioni criminali. Una barbara colonizzazione velenosa del sud Italia contro quelle popolazioni che già nel 2000 fortemente contestavano l'apertura della centrale di Teverola. Agli amici campani un avvertimento, Hera arriva e apre, poco varranno le vostre proteste; Hera è un modello di nuova "imprenditoria rossa", fatto con il contributo forzato dei cittadini, senza un pubblico controllo. Questo modello però inizia a suscitare forti dubbi anche a chi lo vedeva con favore, partono infatti anche da una parte dei DS critiche contro la Multi Utilities. C'è sorto il dubbio che Hera sia lo sviluppo del modello economico emiliano-romagnolo, un intreccio ed una riconversione di quel modello fondato sulle cooperative, che non si accontenta più di operare in ambito regionale ma che aspira a colonizzare l'Italia a colpi di Opa, borsa, salotti buoni e rifiuti. Sarebbe troppo facile in questi giorni parlare di Unipol e di cooperative. Da tempo sostengo che Hera, nata purtroppo anche con l'avvallo di ambienti bolognesi e non solo di centrodestra ha visto protagoniste le ex municipalizzate intrecciate in un sistema molto complesso e ripetitivo di scatole cinesi spesso in contrasto palese con la normativa comunitaria sulla libera concorrenza, sui monopoli, sulle gare ad evidenza pubblica nell'affidamento dei servizi. La forma giuridica della società di capitali utilizzata da questi "carrozzoni" serve per poter disporre delle risorse pubbliche, costituite dalle tasse e dalle tariffe che i cittadini corrispondono per i servizi, a piene e libere mani non per una maggiore efficienza ed efficacia, dei servizi finalizzata al contenimento ed alla riduzione delle tariffe, ma per dar vita ad un originale modello di "capitalismo rosso" dove assurgono a "maghi della borsa" senza eccessiva responsabilità, visto che il capitale di rischio non è il loro ma degli utenti che non possono certo sottrarsi a corrispondere le tariffe. Le tariffe ed i bilanci, tra l'altro, sono sfuggiti anche al controllo dei rappresentanti eletti dai cittadini come dimostrano i vertiginosi e recenti aumenti di gas, acqua, smaltimento rifiuti. Appare evidente il moltiplicarsi di parassitarie nicchie di clientele e di privilegi, in grado di condizionare la politica, al riparo da persistenti condizioni di pubblico monopolio, coi relativi costi posti tutti a carico del cittadino nella duplice veste di utente e di contribuente. in questo ambito gli emolumenti spropositati e ripetitivi corrisposti a dirigenti ed amministratori spesso ex sindaci o assessori, dirigenti di partito, di case del popolo, dove erano provetti animatori delle tombole, rappresentano una macroscopica anomalia. La Regione ha fatto e sta facendo tutta una serie di leggi funzionali alle esigenze concrete di quel "capitalismo rosso" fatto con le risorse dei cittadini ma che al controllo dei cittadini utenti deve essere sottratto. Tutte le vicende del leviathano Hera dimostrano che l'obiettivo primario della sinistra nostrana non è il bene comune ma il rafforzamento e la blindatura di quelle holding (Hera in testa e tutte le scatole cinesi) sorte dalle ex municipalizzate che intende elevare al rango di intoccabile e incontrollabile "braccio economico" del nuovo impero. Evidentemente la sinistra persegue un disegno caratterizzato "da cattiva gestione del personale, da incapacità di governare i processi di riorganizzazione aziendale, da mancata attenzione alle dinamiche di sviluppo". I Comuni insieme alle cooperative ed ai sindacati hanno dato vita ad una società interamente pubblica che si sottrae costantemente ad ogni funzione di indirizzo e di controllo di competenze, che non discute e non si confronta pubblicamente sui propri bilanci e la propria gestione, che si dimostra incapace di proporre un progetto industriale per affrontare almeno in parte la soluzione dei gravi problemi di cui soffrono vistosamente i servizi in Romagna Chi sono i soci, chi sono gli amministratori di Hera? La Lega delle cooperative c'è e non solo per guidare con Unipol le vicende della borsa e la fusione Hera Spa e Meta Spa, ma con cooperative e personaggi di spicco: Luciano Sita Presidente Granarolo spa e Consorzio Gran Latte Piero Collina Vice Presidente Finsoe Presidente Consorzio Cooperative di Costruzione-Acam, anche il V.Presidente Maurizio Chiarini ha un passato nella Lega coop di Ferrara come responsabile del settore finanziario. Il Presidente emanazione del territorio forlivese è il dalemiano Tommaso Tommasi di Vignano ex Telekom. Hera, Cooperative rosse, sindacati enti locali costituiscono "la grande cappa" che soffoca la libertà sostanziale nella nostra Regione.

domenica 3 agosto 2008

Eluana, da Senato sì a conflitto attribuzione a Consulta


ROMA (Reuters) - Il Senato ha deciso di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale sul caso di Eluana Englaro, la donna che da 16 anni vive in coma vegetativo e per la quale la Corte d'Appello di Milano aveva autorizzato il padre a interrompere il trattamento che la tiene in vita.

La decisione segue quella analoga assunta ieri della Camera.

Secondo la sentenza della corte d'Appello civile di Milano del 9 luglio, a cui aveva aperto la strada una precedente pronuncia della Cassazione, il padre della ragazza, Beppino Englaro, avrebbe potuto chiedere ai medici di interrompere il trattamento che tiene in vita Eluana, oppure aspettare l'eventuale ricorso della procura generale.

Quest'ultima ha depositato ieri il ricorso in Cassazione, in un atto che torna ad impedire alla famiglia di staccare la spina alle macchine che tengono in vita la donna, almeno finché la Suprema corte non si pronunci e la Consulta accetti eventualmente il conflitto di attribuzione.

Nelle ultime tre settimane il padre di Eluana non era riuscito a trovare una struttura sanitaria disposta a far morire la ragazza, tante erano state le pressioni politiche e della chiesa contrarie, come hanno detto ai media persone vicine alla famiglia.

Per il Parlamento la magistratura, autorizzando la morte, ha compiuto una "invasione di campo", decidendo su una vicenda che riguarda un diritto protetto dalla Costituzione -- la vita di una persona --, e che non è ancora regolata da una legge.

Non esiste infatti nell'ordinamento italiano una normativa sul testamento biologico che avrebbe potuto costituire una traccia per i giudici.

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Perchè? La mancanza di una legge è la prova lampante di come i nostri diritti individuali siano ignorati! Costretti a subire trattamenti non desiderati, ridotti a vegetali. VIOLENZA! Questo è il vero nome.

Se anche voi siete favorevoli al Testamento Biologico firmate la petizione di Valentina Bellini sul seguente indirizzo web=>

http://www.firmiamo.it/regolamentazioneleggetestamentobiologico

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Entro 2008 testamento biologico

Il Senato dedichera' un'apposita sessione per l'esame e l'approvazione entro il 2008 di un ddl sul testamento biologico. E' il segno dell'accordo bipartisan concretizzatosi nel dibattito al Senato sulla vicenda di Eluana Englaro. La richiesta era contenuta nell'odg del Pd che e' stato messo ai voti per parti separate. Il Pdl ha votato contro la 'premessa', ma ha poi deciso di non partecipare alla votazione della seconda parte, rendendone cosi' possibile l'approvazione.

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Incrocio le dita! Prima firmo però.

sabato 2 agosto 2008

Strage 2 Agosto 1980

Dopo gli attacchi di Rifondazione che hanno costretto Alfano alla rinuncia e l'offesa di Mancuso al 'sostituto' Rotondi, il ministro per l'Attuazione del programma è arrivato a Bologna per partecipare, fin dall'inizio, alla commemorazione.

Si è conclusa senza incidenti a Bologna la manifestazione per ricordare la strage alla stazione del 2 agosto 1980 nella quale morirono 85 persone. Le annunciate contestazioni dell'estrema sinistra ci sono state ma non hanno disturbato la cerimonia. Gruppi di Rifondazione Comunista e del Pdci, in particolare, hanno lanciato dei fischi all'indirizzo del sindaco Cofferati e del ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

"I fischi non mi disturbano affatto - ha detto il ministro - lo fanno perché sono un ministro e va bene così. Almeno mi hanno preso sul serio", ha poi scherzato Rotondi riferendosi alle polemiche dei giorni scorsi di Libero Mancuso, che lo aveva definito un personaggio incolore.
Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha ricordato che il terrorismo ha colpito più volte la città, che però non si è fatta piegare dalle ferite. "Ci sono le condizioni - ha detto il sindaco - per esercitare il diritto dovere alla memoria senza polemiche". E a chi chiede la revisione del processo sulla strage, Cofferati risponde: "Deve decidere la magistratura, come sempre in piena autonomia e libertà", ma per il sindaco non ci sono i presupposti per una riapertura del processo.


PAOLO BOLOGNESI "NIENTE FISCHI"

Dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, Paolo Blognesi, arriva l'invito a "evitare polemiche e fischi e a fare in modo che oggi sia il giorno del ricordo". Nel suo intervento nel corso della cerimonia che si e' tenuta in Consiglio comunale, Bolognesi esordisce dicendo: "Deludero' quelli che pensano che io interverro' sulle polemiche di questi giorni". Quindi, l'appello alle "forze politiche di qualsiasi colore a ricordare i parenti delle vittime".
Il presidente dell'associazione dei familiari sottolinea la "notevole partecipazione dei parenti che hanno voluto essere qui in modo massiccio" e "l'importante presenza delle autorita' e delle istituzioni e del governo", rappresentato dal ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, seduto accanto al sindaco Sergio Cofferati tra i banchi della Giunta comunale.

IL MINISTRO ROTONDI : "AFFIANCO ALLE VITTIME PER INDIVIDUARE I MANDANTI"

Il Governo si impegnerà a fianco dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 per individuare i mandanti dell'attentato terroristico. «Il Governo - ha detto il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, a margine della commemorazione della strage presso il Palazzo del Comune di Bologna - è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico che dovrà corrispondere alle legittime richieste dei parenti delle vittime un tavolo politico istituzionale che intende corrispondere esattamente a questa aspettativa». Rotondi ha poi ribadito il valore dell'unità delle istituzioni dopo le polemiche dei giorni scorsi: «L'unità delle forze politiche ha inginocchiato la belva nella storia d'Italia. A questa unità - ha spiegato il ministro - non si rinuncia mai, come fortunatamente avviene oggi. Se una presenza è motivo di divisione è meglio che non ci sia. L'importante - ha continuato - non è la comparsa del Governo ma sempre l'unità di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche democratiche. Questo ha sempre fermato la belva». A proposito di possibili fischi della piazza durante la commemorazione del 28esimo anniversario della strage, il ministro per l'Attuazione del programma ha detto: «In un Paese libero il Governo è sempre destinatario di una sofferenza, qualunque essa sia. Qui c'è una sofferenza altissima, dopo 28 anni, e un interrogativo infinito. Quindi il fischio non spaventa. Spaventerebbe una disunità delle istituzioni, questo abbiamo voluto evitare».

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TROVO INAMMISSIBILE CHE PERFINO DURANTE CODESTI MOMENTI DI DOLORE E DI CONDIVISIONE, CHE RIGUARDANO TUTTI GLI ITALIANI, POSSANO NASCERE ASTI E CONFLITTI POLITICI! OGNI SCUSA E' BUONA, QUANTA BASSEZZA.

TUTTI UNITI CONTRO IL TERRORISMO!

IL MIO PENSIERO E' RIVOLTO ALLE VITTIME DELLA STAZIONE DELLA VICINA BOLOGNA, ACCENDIAMO UNA CANDELA SIMBOLICA PER NON DIMENTICARE.

PER NON DIMENTICARLI.